L'orecchio del diavolo di Lorena Lusetti

i-libri, blog di Bruno Elpis

L'orecchio del diavolo di Lorena Lusetti

 

Nella quarta puntata della saga, intitolata L’orecchio del diavolo, Stella Spada… ne combina di cotte e di crude per mano dell’ineffabile Lorena Lusetti

Ospite nella maestosa casa colonica, ove tuttavia deve sfidare il freddo notturno perché nel deposito è terminata la legna che alimenta le stufe, la nostra impareggiabile detective deve giostrarsi tra una serie di personaggi dai nomi strani: il giovane Olindo, che pratica il turismo sessuale in Thailandia e Brasile, l’irritante e violento Pericle, la tornita e solida merciaia Argenide, tutti consiglieri e assessori comunali di Duemondi, tutti accomunati da un particolare fisico (“Non riesco a staccare gli occhi dai lunghi lobi attaccati al suo collo”) che li imparenta a un antenato equivoco (“Un legionario che insidia i ragazzini poi viene squartato e dato in pasto ai pesci”). A questo disdicevole avo Olindo – assessore al turismo – vuole dedicare un evento culturale (“Tito Calpurnio Prisco.. Illustre antenato di cui aveva ereditato, oltre ai lobi delle orecchie, il vizietto”).

Grazie a un indizio inatteso (“Belle le biglie vero? Sono antiche sai? Erano del mio bisnonno Ercole”) e dribblando le interferenze del commissario di Comacchio e del “solito” Marconi (“Un senso di disagio mi strizza lo stomaco, succede così tutte le volte che vedo Marconi: da una parte vorrei fargli del male, dall’altra vorrei sentire le sue mani scendermi lungo la schiena…”), Stella verrà a capo dei segreti custoditi dalle foschie della foce padana.
Il prezzo da pagare?
Una scia di sangue, che ribalta completamente il cliché dell’investigatore eroe giusto e saggio (… l’eroe dei Duemondi?), garante dell’ordine nel trionfo delle istituzioni e della giustizia…

Grigio come il sangue, di Lorena Lusetti

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Grigio come il sangue, di Lorena Lusetti

Con qualche aiuto psicotropo (“Ringrazio la sorte che ha preservato dall’incendio la scorta di spinelli lasciata da Jack, il fotografo dell’agenzia, morto accidentalmente per mano mia…”) – un’allusione alla cocainomania di Sherlock Holmes? – la brillante Stella deve risolvere l’enigma della seriale morte degli abitanti di un grigio complesso condominiale nella periferia bolognese, ove non vige un regolamento ma la ferrea consuetudine delle leggi non scritte (“Qui non funzionerebbe niente se non rispettassimo i turni”) e ove i ragazzi – tra essi Marco, al quale Stella si affeziona – sono in balia di spacciatori senza scrupoli.

Sulla strada delle indagini Stella incontra Carletti, personaggio ambiguo in odore di pedofilia (“Non mi capiterà più un’occasione come questa, in fondo è come se me lo avesse chiesto lui. Mi chino e lo afferro per le gambe. Ė leggero come una piuma… Gli do una spinta forte, sarebbe bastata anche la metà. Plana come un pipistrello…”) e il pusher Grugno: due profili odiosi dei quali l’investigatrice si sbarazza alla sua maniera spiccia (“Come faccio a crederle? Ė l’ultima che ha visto Carletti vivo”) in spregio ai sospetti di Marconi (“Già, che motivo avrebbe avuto per uccidere Carletti? E per uccidere Silvia…?”).
E che dire degli strani condomini: la disabile Adelina, che ha ingaggiato l’indagine di Stella, gli stralunati consorti dei defunti, la virago Marta Bergonzini (“I pomodori di Marta. Non mi chiedo più come hanno fatto a crescere così grandi, è evidente che ha utilizzato un ottimo concime”)…
Tra l’altro Stella deve tenere a bada anche l’assicuratore Anselmi e Vladimir, giovane animatore di un centro sociale del quale si è invaghito il barista Benito… insomma Lorena Lusetti è in perfetta forma e dimostra il suo spirito vivace roteando una girandola di macchiette e personaggi che trascinano il lettore nel vortice della Stella.

Terra alla terra di Lorena Lusetti

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Terra alla terra di Lorena Lusetti

In questa seconda puntata (“I tuoi metodi sono poco ortodossi, senza dubbio però danno i loro frutti. Sei arrivata in pochi giorni dove molti altri non si sono avvicinati in molti anni d’indagine”) il lettore comincia ad affezionarsi al mondo di Stella, che nel frattempo si è separata dal marito Piero, tanto perfetto quanto inadatto al nuovo corso avventuroso e destrutturato della vita della più spiccia tra i detective dei romanzi (“A proposito di farla fuori, lei non sa quanto posso andarci vicino, in senso letterale intendo”).
Il figlio Simone, la vicina Alda e il suo sanbernardo Filippo, l’immancabile commissario Marconi completano l’universo bolognese nel quale Stella ormai si aggira da protagonista primaria. Salvo sorprese dell’ultimo momento: come sparatorie da autentico far west…

L'ombra della Stella di Lorena Lusetti

i-libri, blog di Bruno Elpis

L'ombra della Stella di Lorena Lusetti

Sotto l’egida dell’ironia, se non della vera e propria verve comica di Lorena Lusetti, nel corso di questa prima avventura si delineano i “topoi” che caratterizzeranno i romanzi della serie: su tutti, il rapporto di amore-odio con l’affascinante commissario Marconi (“Sono certa che al commissario non importava poi tanto dei suoi mocassini di Armani appena comperati”), i dialoghi con il fantasma di Silvia (“Sei morta o non sei morta?”) e la strana inclinazione forcaiola di Stella, che s’improvvisa terribile giustiziera, imbocca scorciatoie risolutive e sovverte il tradizionale rapporto tra inquirente, ricercato  e giustizia istituzionale (“Credeva di avere distrutto un nido di vespe, invece aveva bruciato solo l’ape regina”) dei gialli classici.

Non è dato sapere se la pericolosa e sbrigativa tendenza di Stella sia l’effetto del trauma per il cambiamento improvviso di vita (“Alla normalità ci si abitua a tal punto che spaventa l’idea di uscirne per intraprendere qualcosa di nuovo”) o se piuttosto sia la libera espressione di una natura impulsiva e irrefrenabile (“Sono irruente, istintiva, niente affatto diplomatica”)… forse troveremo la risposta nelle prossime puntate della serie!

Vero è che il finale de L’ombra della stella è pirotecnico in senso letterale e, tra i fuochi d’artificio, il lettore assiste allibito e divertito alla metamorfosi di Stella che da madre di famiglia si trasforma in terribile mantide.

Il nano rapito, di Lorena Lusetti

Il blog di Carmine Caputo

Il nano rapito, di Lorena Lusetti

Il “Nano rapito” è la sesta avventura di Stella Spada, un’investigatrice privata il cui nome è tutto un programma. Se infatti è in parte una Stella, cioè una persona buona, altruista, persino luminosa, in parte però rimane spada, cioè vendicatrice, violenta e priva di scrupoli. Un connubio insolito per un personaggio femminile cinico, che sembra trascinarsi in una vita che non le appartiene ma all’interno della quale si affanna alla ricerca di una precisa collocazione.

Per chi non avesse letto gli altri romanzi della serie, occorre dire almeno che Stella arriva a questa professione quasi per caso, dopo aver perso il più tranquillo impiego di segretaria che l’aveva occupata in precedenza. E seppur priva di una formazione specifica, la protagonista di queste vicende dimostra di avere una tecnica infallibile e soprattutto una tenacia e un coraggio che la distinguono da certi cliché della narrativa poliziesca, in cui le donne sono dipinte troppo spesso come vittime indifese.

L’autrice Lorena Lusetti scrive in prima persona, per cui il mondo che vediamo è il mondo filtrato dagli occhi di Stella, una donna che come tanti bolognesi ama a tal punto la sua città da soffrire l’allontanamento, anche per pochi giorni. In questi caso il presunto omicidio su cui Stella è chiamata a investigare è a Badi, sul lago di Suviana, incantevole angolo dell’Appennino bolognese. Quando gli incidenti che colpiscono la famiglia Doria con annegamenti nel lago cominciano a ripetersi, il dubbio che dietro ci sia la mano umana si fa consistente.

LORENA LUSETTI PRESENTA STELLA SPADA, INVESTIGATRICE PRIVATA

babettebrown.it

LORENA LUSETTI PRESENTA STELLA SPADA, INVESTIGATRICE PRIVATA

Stella Spada, personaggio nato dalla penna di Lorena Lusetti, è la protagonista di sei romanzi dai toni giallo/noir pubblicati dalla casa editrice Damster tra il 2012 e il 2019.
È una investigatrice privata bolognese, il suo studio si trova in Via dell’Inferno, uno stretto vicolo del Ghetto Ebraico, cuore antico di Bologna, proprio ai piedi delle Due Torri, simbolo della città.
Il suo nome contiene un indizio sul suo carattere: la Stella è l’astro luminoso che fa luce sui casi e li porta alla loro conclusione, la Spada è l’arma che cala per punire quelli ai quali, secondo lei, la giustizia ufficiale non darebbe la giusta punizione.

"Il nano rapito" di Lorena Lusetti, articolo di Sara Foti Sciavaliere

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“Il nano rapito”. Già il titolo è indizio di un romanzo insolito, incuriosisce, è l’esca… anche se la catena di eventi raccontati e il caso centrale delle indagini di Stella Spada non sarà quello del nano rapito, ma possiamo dire che la storia dello scomparso nano di gesso attraverserà in trasversale tutto il romanzo dando vita a simpatici siparietti che smorzano la tensione.

Un giallo dall’humor un po’ noir, che dapprima ti incuriosisce per l’apparente bizzarria (ma poi in fondo la vita supera anche la più spiccata fantasia!) ma finisce per tenerti incollato per scoprire l’autore del misfatto ... del tutto inaspettato!
Per Stella e il suo giovane assistente Giacomo sarà come aprire il vaso di Pandora. «Mi sembra di avere tolto il coperchio a una bella pentola smaltata che dentro è piena di vermi.»

La cultura in Appennino NON si ferma. Intervista di Fabrizio Carollo a Lorena Lusetti

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La cultura in Appennino NON si ferma. Intervista di Fabrizio Carollo a Lorena Lusetti

Lorena Lusetti o Stella Spada? A quale delle due è diretta questa intervista? Qual è la protagonista di questo nuovo appuntamento della nostra rassegna?

Forse, solo una delle due o più probabilmente entrambe; si, perché dopo ben sei avventure con protagonista l’investigatrice letteraria più fuori dagli schemi del panorama editoriale italiano, si può dire che essa sia diventata, se non un tutt’uno, quantomeno una parte fondamentale del percorso narrativo di Lorena Lusetti, autrice bolognese dalla produzione prolifica e interessante.

Da sempre legata al territorio e profondamente ispirata da Bologna e dall’Appennino per la maggior parte dei suoi romanzi, Lorena si è gettata a capofitto nel genere thriller, vincendo la non facile sfida di reinterpretarlo e di dare una sua personale impronta ad esso, catturando l’attenzione del lettore con indagini al cardiopalma, ma anche facendo scoprire aspetti, curiosità e leggende nascoste dei luoghi che abitiamo e, conseguentemente, delle nostre tradizioni e radici più importanti, sempre accompagnati da un personaggio principale che non si stanca di evolvere, come dimostra anche l’ultima fatica letteraria, dal titolo Il Nano rapito.

Investigatori di carta e inchiostro: Stella Spada

Biblioteca Ariostea di Ferrara - sito internet

Investigatori di carta e inchiostro: Stella Spada

L’investigatrice privata Stella Spada di Lorena Lusetti. Personaggio nato dalla penna di Lorena Lusetti, Stella Spada è la protagonista di sei romanzi dai toni giallo/noir pubblicati dalla casa editrice Damster tra il 2012 e il 2019. È una investigatrice privata bolognese, il suo studio si trova in Via dell’Inferno, uno stretto vicolo del Ghetto Ebraico, cuore antico di Bologna, proprio ai piedi delle Due Torri, simbolo della città. Il suo nome contiene un indizio sul suo carattere: la Stella è l’astro luminoso che fa luce sui casi e li porta alla loro conclusione, la Spada è l’arma che cala per punire quelli ai quali, secondo lei, la giustizia ufficiale non darebbe la giusta punizione. Le sue indagini sono, nell’ordine: “L’ombra della Stella”, “Terra alla terra”, “Grigio come il sangue”, “L’orecchio del diavolo”, “I vasi di Ariosto”, “Il nano rapito”.

ThrillerNord "Il nano rapito" di Lorena Lusetti (Marianna di Felice)

ThrillerNord

ThrillerNord

Dalla sparizione del nano di gesso rapito dall’associazione Orfeonica, un caso che ha del comico perché il nano viene quasi trattato come fosse una persona, alla morte di alcuni membri di una famiglia facoltosa nella villa di Badi poco fuori Bologna.
In quest’ultimo caso il lettore viene invaso da una sensazione di inquietudine soprattutto dopo aver individuato il colpevole. Si sconfina quasi nell’horror quando si scopre un albero in una radura, nelle vicinanze della villa, dove ci sono degli animali impiccati.

Libri in viaggio: Il Nano Rapito

Marco Polo

Libri in viaggio: Il Nano Rapito

Segnalazione della scrittrice Isa Grassano nella sua rubrica "Libri in viaggio: a ciascuno la sua lettura" sulla rivista Marco Polo di aprile: Il nano rapito, di Lorena Lusetti (I gialli di Damsrter)

Il Lago di Suviana protagonista de "Il nano rapito"

Il Resto del Carlino

Il Lago di Suviana protagonista de

L'Appennino è il protagonista dell'ultimo romanzo della scrittrice Lorena Lusetti "Il nano rapito" (I gialli di Damster). Sul quotidiano "Il Resto del Carlino" un articolo di Carmine Caputo

Il Nano Rapito, di Raffaella Tamba

LISOLADELTESORO.NET

Il Nano Rapito, di Raffaella Tamba

Al suo sesto romanzo della serie di gialli dedicati all’investigatrice privata Stella Spada, Lorena Lusetti, scrittrice bolognese versatile e prolifica, ha mantenuto la brillantezza dei toni accanto all’impegno dei temi trattati regalandoci una lettura divertente e nello stesso tempo intimamente seria. Stella è l’investigatrice borderline, incapace di conformarsi alle regole di un sistema etico e sociale tante volte contradditorio. La sua personalità bipolare esprime in modo originale ed eloquente il sottile confine tra bene e male, tra giusto ed ingiusto. Attraverso la narrazione in prima persona, Stella filtra i comportamenti umani, le interrelazioni fra le persone, le parole dette e quelle taciute, i presentimenti, ed un’ampia gamma di sfumature emotive restituendole al lettore con humour e autoironia.

RAFFAELLA TAMBA

LISOLADELTESORO.NET, 24 DICEMBRE 2019

IL NANO RAPITO, recensione di Rita Annechino

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IL NANO RAPITO, recensione di Rita Annechino

Quanto mi è mancata! La donna dalle mille sorprese: la madre incompresa, la (ex) moglie desiderata, l’investigatrice stramba dai metodi poco ortodossi, la vendicatrice dei più deboli. Insomma Lei, nella sua forma più smagliante anzi...meno! Lei, decisa a cambiare, ad essere una persona migliore, che tiene a debita distanza la sua famiglia per difenderli da tutto il sudicio che la circonda.

Il Nano rapito (i gialli di Damster) di Lorena Lusetti

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Il Nano rapito (i gialli di Damster) di Lorena Lusetti

Bolognese doc (“Il mio studio di Via dell’Inferno, posto nell’antico e centralissimo Ghetto Ebraico di Bologna”), Stella Spada si caratterizza per il carattere aspro e il senso pratico di chi vede nel lavoro non soltanto una passione ma soprattutto una fonte di reddito, è razionale ma ha alcuni cedimenti rabbiosi alla superstizione (spesso si rivolge a Raimondo per avere qualche anticipazione attraverso i tarocchi).

Lorena Lusetti ha il merito di forgiare un investigatore davvero insolito – allusivamente umoristico, a tratti caricaturale, che cattura simpatia e divertimento del lettore – e di creare una storia intrigante per un piacevole, appassionato e assicurato intrattenimento. E, a questo punto, dopo questa gradita scoperta, siamo davvero curiosi di leggere le altre avventure di Stella Spada…


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